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Conversione file .uif
Alcuni di noi potrebbero aver scaricato da varie fonti uno o più file con estensione .uif. Questa estensione, che stà per Universal Image Format, identifica dei particolari file di immagine disco introdotti da MagicISO, un software per Windows che si occupa di gestire svariati tipi di questi file.
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In quell'universo chiamato Linux uno dei pochi punti deboli è il disegno CAD. Il CAD (Computer Aided Design), per chi non lo conoscesse, è un settore dell'informatica che è volto alla progettazione di modelli, 2D o 3D, che siano case, automobili o quant'altro. Molti appassionati passando a Linux hanno riscontrato delle lacune, specialmente per quanto riguarda l'open source. Infatti molti programmi del genere sono a pagamento, nonostante il costo della licenza sia irrisorio rispetto a quello di un programma concorrente e dominante come Autocad. Nonostante tutto, però, la comunità non ci delude mai.
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Schede WiFi, chipset Broadcom e Ubuntu... PDF Stampa E-mail
Scritto da minopausa   
http://www.tuxbay.org/images/articles/gruth_06.png
Questa guida è rivolta agli infelici possessori di schede WiFi Broadcom AirForce One 43xx. Tali schede WiFi hanno una caratteristica buona e una cattiva. Quella buona: il nome. Quella cattiva: la gestione sotto GNU/Linux. Coloro i quali dicono «Ma che dici? Io ho una Broadcom e non ho avuto mai nessun problema!»non sanno assolutamente che cosa stanno dicendo e quasi sicuramente non hanno mai fatto funzionare come si deve la suddetta scheda. Ultimamente sotto Ubuntu Jaunty 9.04 32 bit la gestione della scheda è notevolmente migliorata, nel senso che si blocca più di rado. Di seguito vi facciamo vedere come configurare al meglio la vostra scheda e come metterla in monitor mode (che purtroppo per voi sono cose che non vanno a braccetto).

Dati storici.
Le Broadcom AirForce One 43xx sono state montate sugli iBook e hanno dimostrato ampiamente quanto fanno cagare. Oggigiorno i produttori di portatili hanno avuto la bella pensata di montarle un po' ovunque estendendo a macchia d'olio questa piaga e rendendo frustrante l'esperienza wifi su Linux. Quelli della Broadcom, dal canto loro, non rilasciano driver per Linux e quando è stato chiesto loro il motivo di questa decisione, hanno risposto qualcosa del tipo «Linux? No, grazie: non ci interessano le sciarpe. Qui produciamo schede WiFi.» Questo è quanto.

Test.
La distribuzione su cui sono state testate le seguenti operazioni, senza offendere nessuno, è Ubuntu 9.04 Jaunty a 32 bit ma tutto ciò è valido per tutte le distribuzioni precedenti di Ubuntu, nonchè per tutte le Debian-like (voglio sperare). Tutti i tentativi effettuati sulle distribuzioni a 64bit sono stati infruttuosi e disperati, con blocchi di sistema random, in cui si sono visti Santi diventare serial killer dalla disperazione. Vi sconsigliamo quindi di tentare una qualsiasi configurazione delle suddette schede su distro a 64bit.

Driver.
Le Broadcom AirForce One 43xx funzionano benissimo su Windows perchè sono corredate di driver specifici e funzionanti mentre su GNU/Linux ce la dobbiamo prendere lievemente in saccoccia perchè non esistono driver "ottimi" ma driver approssimativi (molto vicini all'ottimo, a dire il vero). A dimostrazione che non mi stò inventando niente, identificate la vostra scheda con:

lspci | grep Broadcom

l'output sarà molto simile a:

Bus 007 Device 003: ID 03f2:2a08 Broadcom Blablabla

da qui sarà possibile risalire al tipo di chipset utilizzato (es. 4318) e diamo un'occhiata a questo link per vedere in quali problemi può incorrere una scheda Broadcom nel momento in cui installiamo i driver nativi. Es. per i chip 4318 ci possono essere problemi su un'alimentazione non corretta. In giro per internet corre la voce che i driver nativi 43xx siano supportati già dal kernel 2.6.17rc2. Se abbiamo questa versione del kernel, o una più nuova, non dovremmo far altro che attivare questi benedetti driver avendo una connessione ad internet, un terminale e un file che dipenderà dalla procedura che si sceglie. Esistono infatti due metodi per far funzionare queste schede: usando b43-fwcutter oppure usando ndiswrapper. Sappiate fin da subito che non sarà possibile fare cose come il cambio di mac o mettere la vostra scheda in monitor mode se userete ndiswrapper, o meglio: personalmente non ho trovato un modo per cambiarlo. Con i bcm43xx invece il cambio del mac e il monitor mode sono praticabili. Prima di proseguire lanciamo i soliti comandi:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade


per aggiornare le liste software nei repository e per controllare se ci sono aggiornamenti vari.

B43 Nativi.
NOTA : per chi fosse interessato a provare questa cosa (nel presente o nel futuro) su altre distribuzioni si può consultare questa pagina. Su Ubuntu l'installazione del firmware consiste nel lanciare il solo comando:

sudo apt-get install b43-fwcutter

Una volta installato, b43-fwcutter andrà a prelevare automaticamente online il solito driver wl_apsta.o da cui estrarre i dati sensibili che compongono il nostro firmware. A questo punto sul nostro terminale apparirà un messaggio in dialog che ci chiederà se estrarre il firmware e installarlo (Yes/No). Chiaramente sceglieremo Yes e tutto filerà liscio. In sostanza l'installazione dura pochi secondi. A questo punto è necessario attendere qualche secondo e la nostra scheda wireless prenderà a funzionare. Nel nostro esperimento: al primo riavvio parte un blocco dell'hardware generale: il PC si blocca (qui sono ammesse varianti come lo schermo fisso su un'immagine oppure nero...) e il CAPS LOCK emette bagliori sinistri. Successivamente, dopo il riavvio forzato, va tutto bene, senza alcun blocco. Per il momento non abbiamo testato il tutto in situazioni "pesanti" (tipo 4 o 5 torrent in download pieni di seeder... solitamente qui il vecchio firmware dava il meglio di se).

Ndiswrapper.
Se la prima procedura non funziona correttamente (es. la scheda dopo 2 o 3 tentativi di connessione si spegne definitivamente; la scheda non si alimenta correttamente, etc.) oppure avete una versione di Ubuntu precedente alla 9.04 occorre tentare con ndiswrapper. Ndiswrapper è un software gratuito che serve ad intermediare fra sistema operativo e driver della periferica considerato. Viene solitamente adoperato per far funzionare le schede wifi ed in particolar modo queste schede.

**********************************************************************************************************************
ATTENZIONE: questo sistema non è valido se abbiamo una versione del kernel inferiore o uguale alla 2.6.17-10-generic. Per assicurarcene:

uname -r
**********************************************************************************************************************

OK: si parte. Eliminiamo il vecchio modulo ndiswrapper (se lo avete installato e anche se non li'avete installato) ed eventualmente vecchi driver:

sudo apt-get remove --purge b43-fwcutter
sudo rmmod b43
sudo rmmod bcm43xx
sudo rmmod ndiswrapper

Identifichiamo la scheda con:

lspci | grep Broadcom

l'output sarà molto simile a:

Bus 007 Device 003: ID 03f2:2a08 Broadcom Blablabla

A questo punto siamo pronti ad installare ndiswrapper e compagnia bella:

sudo apt-get install linux-headers-$(uname -r) build-essential ndiswrapper-common ndiswrapper-utils-1.9

copiamo i driver sul Desktop (che abbiamo prontamente recuperato dal cd dei driver di Windows o da internet) e lanciamo:

sudo ndiswrapper -i ~/Desktop/bcmwl5.inf

verifichiamo che i driver sono stati installati correttamente:

ndiswrapper -l

l'output dovrebbe essere molto simile a:

Installed ndis drivers:
{nome_del_driver} driver present, hardware present

e assicuriamoci che sia coerente con le info che abbiamo ottenuto prima (Bus 007 Device 003: ID 03f2:2a08 Broadcom BCM43xx Blablabla). Installiamo ndiswrapper come modulo in modprobe:

sudo ndiswrapper -m
sudo ndiswrapper -ma
sudo ndiswrapper -mi

e carichiamo il modulo ndiswrapper nel sistema:

sudo modprobe ndiswrapper
sudo depmod -a

Carichiamo il modulo all'avvio editando il file dei moduli:

sudo gedit /etc/modules

e aggiungendo la stringa:

ndiswrapper

Riavviamo il gestore del networking:

sudo /etc/init.d/networking restart

eliminiamo il file bcmwl5.inf sul Desktop:

sudo rm ~/Desktop/bcmwl5.inf

e lanciamo il comando:

iwconfig

Dovremmo vedere i dettagli sulla nostra scheda.

**********************************************************************************************************************
ATTENZIONE: Se la procedura non dovesse funzionare (ossia se non vi installa i driver) proviamo con la procedura per Edgy/Dapper:

sudo ndiswrapper -a 03f2:2a08 ~/Desktop/bcmwl5.inf

dove il codice 03f2:2a08 lo prendiamo dall'output del comando:

lspci | grep Broadcom

Successivamente diamo:

sudo rmmod ndiswrapper
sudo modprobe ndiswrapper

**********************************************************************************************************************

Fine della storia.

Network Manager.
(Sento di consigliare questa procedura ai possessori di Ubuntu 8.10 e versioni inferiori) E' ora di eliminare quella ciofeca di Network manager che avete e di installare un Network Manager come si deve. Occorre disinstallare il vecchio manager con:

sudo apt-get remove --purge gnome-network-manager

e installare la versione 1.3.1 di Wicd. La dovete scaricare a manina da qui. Scegliamo quindi il file wicd_1.3.1-all.deb, scarichiamolo e posizioniamolo sul Desktop. Installiamolo con:

sudo dpkg -i ~/Desktop/wicd_1.3.1-all.deb

apriamo Sistema -> Preferenze -> Sessioni e inseriamo una nuova voce da caricare all'avvio del pc con titolo Wicd e come percorso /opt/wicd/tray.py. Da terminale digitiamo:

/opt/wicd/tray.py

facendo attenzione a non aggiungere il comando sudo e dovremmo vedere sul pannello dell'orologio l'iconcina di wicd. Cliccandoci sopra una sola volta si aprirà il pannello e vedremo tutte le reti WiFi rilevabili.

WPA 1/2.
Per accedere a reti wifi crittografate con WPA 1/2 è sufficiente andare nelle opzioni di Wicd e scegliere la voce WEXT nell'elenco dei driver da usare. In pratica wext è il driver usato da WPA_supplicant per accedere a reti protette da WPA1/2, visto che i bcm43xx e ndiswrapper, siccome sono dei pezzenti, non forniscono supporto per tale protezione. E' sufficiente scegliere la voce WEXT e basta! Non dovete editare nessun file di testo, niente di niente. Giacchè che ci siete abilitate anche la voce che mostra le interfacce di rete cablata.

Se questa guida vi è piaciuta o vi ha fatto schifo non venitemelo a dire perchè la vostra opinione non interessa ad anima viva.
NOTA : per chi fosse interessato a provare questa cosa (nel presente o nel
futuro) su altre distribuzioni si può consultare questa pagina:

http://linuxwireless.org/en/users/Drivers/b43#firmware_installation
__________________________________________________________________________

Su Ubuntu l'installazione del firmware consiste nel lanciare il solo comando:

sudo apt-get install b43-fwcutter

Una volta installato, b43-fwcutter andrà a prelevare automaticamente
online il solito driver wl_apsta.o da cui estrarre i dati sensibili che
compongono il nostro firmware. A questo punto sul nostro terminale
apparirà un messaggio in dialog che ci chiederà se estrarre il firmware e
installarlo. Yes/No. Chiaramente sceglieremo Yes e tutto filerà liscio. In
sostanza l'installazione dura pochi secondi.

A questo punto è necessario attendere qualche secondo e la nostra scheda
wireless prenderà a fungere.

Al primo riavvio parte un blocco dell'hardware generale: il PC si blocca
(qui sono ammesse varianti come lo schermo fisso su un'immagine oppure
nero...) e il CAPS LOCK emette bagliori sinistri. Successivamente, dopo il
riavvio forzato, va tutto bene, senza alcun blocco. Per il momento non ho
testato il tutto in situazioni "pesanti" (tipo 4 o 5 torrent in download
pieni di seeder... solitamente qui il vecchio firmware dava il meglio di
se).
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Settembre 2009 16:42
 

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