| Arch Linux, ovvero "Non complicare le cose, stupido!" [1/2] |
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| Scritto da billboss |
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Sono ancora un po' frastornato dalla bellezza di Arch Linux e dalla fluidità con cui gira sul mio HP Pavilion tx 1000, un quasi tablet-pc, ricco di periferiche, che monta un AMD Turion64 X2. Un paio di giorni fa, consigliato da un amico entusiasta, ne ho scaricato la iso in versione a 64 bit da uno dei mirror ufficiali per poterla provare, e già qui la prima stranezza: solo 300 MB di file immagine? Ebbene, sì, perchè, secondo la filosofia del K.I.S.S. (“Keep it simple, stupid") alla base di Arch Linux, o metodo Arch, il sistema deve essere semplice, elegante, aperto, user-centrico, libero. E, infatti, ciò che ho poi masterizzato su cd era solo la sezione core del sistema, una collezione di pacchetti del tipo uno di ognuno, una versione per ogni tipo di applicazione di base.
Introduzione. Si tratta, come evidente già da questo cd di installazione, di un approccio minimalista ed elegante, orientato alle massime prestazioni ed al minimo spreco di risorse. Sul sito ufficiale ho poi scoperto che Arch Linux è una distribuzione indipendente, mantenuta dalla comunità, ottimizzata per processori i686, adatta ad utenti linux intermedi ed avanzati (è praticamente simile ad una slack dotata di un potentissimo package manager).
Arch Linux fornisce software sempre aggiornato all'ultima versione stabile e supporta un gruppo essenziale di pacchetti di base, la sezione core presente su cd, che contiene un sistema base i686 o x86_64, la sezione extra, repository con migliaia di pacchetti compilati di alta qualità gestita dagli sviluppatori, e la sezione community, repository mantenuto dalla comunità Arch per utenti Arch.
La sezione core presente sul cd d'installazione contiene solo il kernel Linux, GNU toolchain (compilatore, assembler, linker, librerie, shell e alcuni servizi utili) e qualche libreria e modulo.
L'installazione.
Durante l'installazione, l'utente può scegliere di installare un minimo di librerie, moduli e comandi basilari.
1. avvio il pc da cd;
2. si avvia grub con un piccolo menu, lancio l'installazione generica;
3. login come root, un km per impostare la mappatura della tastiera, e poi /arch/setup per lanciare il setup (ovviamente si tratta di un installer testuale);
4. scelgo partizioni di swap, target e punti di mount (N.B. dare il DONE prima di chiudere ogni sezione/menu di scelta);
5. scelgo la fonte di installazione del core (ho scelto FTP, ma potevo anche scegliere CD; udev funziona alla grande e mi ha proposto eth0 e wlan0, la mia benedetta Broadcom 4312 - ho scelto il cavo, non avendo voglia di caricare il firmware del wireless in quel momento! N.B. Attenzione alla scelta del mirror: ftp.archlinux.org limita i downloads a 50KB/s!);
6. seleziono i pacchetti da installare (ho aggiunto alla lista solo sudo, b43-fwcutter e wireless-tools);
7. parte il download e l'installazione del sistema-base;
8. configurazione del sistema: è necessario editare il file /etc/rc.conf, principale file di configurazione, che contiene le seguenti impostazioni: locale, hardware clock, keymap, moduli da caricare all'avvio, hostname, dhcp/ip-fisso, interfacce di rete, gateway, demoni da caricare all'avvio; poi aggiungere l'hostname scelto nel file /etc/hosts; decommentare la riga relativa al locale scelto nel file /etc/locale.gen; editare il file /etc/fstab se si vogliono montare automaticamente altre partizioni sotto /, oltre le partizioni-target; inserire una password per root; installare il bootloader preferito nella partizione desiderata);
9. finito: reboot !
Terminata la procedura d'installazione, da riga di comando, il sistema viene espanso a seconda delle necessità dell'utente, tramite lo scaricamento dalla rete del software necessario tramite pacman, il gestore dei pacchetti di Arch.
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(continua) |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Gennaio 2009 19:26 |


















