| De liberis carmina dei... |
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| Scritto da Rex Sanna |
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C'é un uomo accanto all'altare...
Dai capelli dolcemente imbiancati, come il Corrasi negli inverni più miti. Volevo raccontargli cosa il software libero é, ma non trovavo le parole. Allora ho ascoltato le sue, che mi hanno illuminato d'immenso, come una folgorante luce calda che, da dietro l'altare, colpisce proprio te che tra tutti hai più freddo in quella stanza. Ho ascoltato le sue parole, ho sentito la sua voce riempire l'aere e volare da una navata all'altra, l'ho sentita scorrere sulla schiena mentre le note si confondevano in una antica preghiera. Accanto a lui altri. Altri estranei, persi nelle loro vite; affaccendati nel procacciarsi il denaro che serve a "pagare il costo della vita". Eppure tutti li, presenti. In piedi ed impettiti. Lustrati a lucido, fieri del loro esserci, protagonisti anonimi di nuove antiche emozioni. Cantano.. In un mondo che non ci vuole più il mio canto libero sei tu.. Ma la gente spesso non capisce, oppure fa finta..
La gente é sempre pronta a dire quello che crede sia giusto, anche quando
quello che dice, giusto non é, per niente. Una volta la mia ragazza mi tradì.
Eppure l'amavo. Chi stava attorno a me non capiva perché continuassi a stare con
lei. Perché la gente non sa che cosa il vero amore produce. Non sa cosa significhi
perdonare. Perché é più facile distruggere qualcosa che costruirlo col tempo.
Perché é più facile rubare, che lavorarsi il pane quotidiano.
Perché é più facile piratare un cd, che acquistare il sw che esso contiene.
Non importa se il mio canto lo sentono in pochi. Non importa se quello che scrivo
lo usano in due. Io non scrivo per denaro e neppure per la gloria. Scrivo per
chi mi stà vicino, perché possa essere utile e migliorare la mattonella su cui vivo.
Le parole sono semplici. Le frasi, sempre le stesse. Eppure dette da loro,
suonano come una preghiera liberatrice, di quelle che ti sciolgono in pianto
solo quando senti davvero quello che il tuo cuore canta.
..e l'immensità si apre intorno a noi al di là del limite degli occhi tuoi... Lui non mi vede. é immerso nel suo canto, avvolto di un'aura che ci scalda tutti
nella stanza, come un grosso camino in inverno, di fronte al quale stiamo tutti,
a scaldarci l'anima ed il cuore. Se chiedessi a qualcuno degli astanti il motivo
per cui canta, ti risponderà che lo fa solo per sentirsi libero,
per sentirsi protagonista di qualcosa che non sa bene cosa sia,
ma che nel suo svolgersi ti completa.
Nasce il sentimento nasce in mezzo al pianto e s'innalza altissimo e va.. Le emozioni che regala il loro canto però, non sono solo per loro.
Così come uno scrittore di libero software che crea quello che fa solo perché
lo fa sentire bene, protagonista anonimo di una maturazione interiore
che ti porta a lasciare qualcosa di te.. Qualcosa che non ha il valore che
la gente attribuisce solitamente a queste cose. C'é chi non canta per lucro...
Ci sono cose che la tua carta mastercard non può comperare.
..e vola sulle accuse della gente a tutti i suoi retaggi indifferente sorretto da un anelito d'amore, di vero amore C'é chi é convinto che chi canti e basta, senza chiedere nulla in cambio
sia qualcuno che non ha futuro, che non vincerà mai Amici, o stronzate del genere.
Non capisce quello che il cantare da. Non intellige quello che il libero software
ti regala, sapendo che sta sempre lì, per te, quando lo vuoi..
Ed é facile innamorarsi di questo. Sapendo che nulla ti chiede in cambio se
non quello di essere ascoltato, come un canto che riecheggia nella navata
laterale, quella più piccola, dove c'é una statua che ti guarda senza
pretendere di sapere chi sei. In un mondo che prigioniero è respiriamo liberi io e te E la verità si offre nuda a noi e limpida è l'immagine ormai C'é chi é convinto che chi scrive libero software sia un problema.
Un pirata che vuole rubare soldi al "mercato". Un terrorista che voglia
distruggere l'economia, soltanto perché non acquista il tuo sw (scritto coi piedi).
C'é chi fa finta, e dice che il software libero non ha futuro, perché non
produce ricchezza (pardon: DENARO). Ma questo é falso. Falso come il denaro.
Se offri dei soldi al coro, ti ride in faccia.
Al più, accetta una birra per tutti, perché tutti possano godere della tua compagnia
mentre tu godi del loro libero cantare.
Nuove sensazioni, giovani emozioni si esprimono purissime, in noi Cantare libera l'animo e ti fa bene (mi dicono). Ma non fa questo solo a te,
ma a tutti quelli che ti stanno ad ascoltare. Non c'é denaro in tutto questo.
E tutto il denaro del mondo non vale dieci minuti di quell'ascoltare.
Come un buon libro resta lì scritto per tutti e per nessuno.
Un libro che interagisce con te.. che ti é compagno di vita, se scritto bene.
Una canzone ti ricorda chi sei, quando la gente vuole classificarti,
chiuderti in una scatola e buttare via la chiave..
Una canzone ti può salvare la vita, quando sei sul cornicione di un palazzo
ed aspetti solo il momento giusto per saltare giù.
La veste dei fantasmi del passato cadendo lascia il quadro immacolato e s'alza un vento tiepido d'amore di vero amore Un acuto sciupa l'atmosfera che diventa improvvisamente fredda e sconsolata;
come una marito che perde la moglie, nel cammino della vita. La tristezza
riga il viso a pensare a lei, senza più quei figli, quel cane..
Eppure ancora quì, in mezzo a noi, davanti a questo camino così accogliente.
Lui sorride, adesso che mi scorge; e con un sorriso mi chiede se tutto va bene.
Si - gli rispondo con una lacrima. Penso a Lei, tutto quà.
E riscopro te dolce compagna che non sai domandare ma sai che ovunque andrai al fianco tuo mi avrai, se tu lo vuoi.. Con Anna ho scritto un programma che per chi ha il diabete é utile come carta e penna per uno scrittore. Con il suo aiuto chiunque può vedere come la propria malattia si manifesti, nel quotidiano così come nel corso della propria vita. Fino all'ultimo giorno che starà con noi ad ascoltare questo canto libero. Il concerto finisce, ed io esco dalla chiesa come un uomo nuovo. Mi sento forte e potente come un dio, libero da ogni vincolo terreno; volo più in alto di quell'acuto che ci ha fatto sobbalzare di tristezza. Fuori, il sole m'illumina il viso, bianco dal mio essere geek e vivere quando gli altri dormono. Un pensiero mi piomba sul capo come uno che si butta dall'ultimo piano di un palazzone: ma dio... é un software libero?
O se non regalo il mio 8x1000 ogni anno alla chiesa (o meglio allo Stato Vaticano), non lo posso usare? Perché allora... non andrò mai neanche all'inferno!! E questo mi dispiace notevolmente... sono un rocker, io... -- Ciao Anna. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 21:17 |





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