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De albae italiae... PDF Stampa
Scritto da Rex   
martedì 19 febbraio 2008
Ultimo aggiornamento ( martedì 19 febbraio 2008 )
 
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Il primo articolo GNUlosofico su tuxbay.org. Ci provo. Provo a destare un tuo interesse, mio sconosciuto lettore. Un monologo su un sogno fatto. In Italia, tra di noi... Forse semplicemente un'esagerazione. Leggerlo non ti arricchirà, ma se l'avessi fatto anche tu? I sogni sono liberi, tu che ci fai nei miei? GNUlosofia. Non te la so spiegare. Soltanto tu puoi descriverla com'è.

Ho battuto la testa stamattina... Mi fa male. Mi pulsa forte ma non capisco perchè.
Mi sono svegliato stamane con la bocca secca, una sensazione di stranita svampezza, nella affannosa ricerca di quel dettaglio, al momento giusto che fa la differenza tra uno studente quotidiano ed uno studente che ci prova... Male che vada, è passato.. ce ne sono altri...
Ho bruciato il mio CD e l'ho messo in tasca, per non dimenticarlo... Appuntamento alle 9. Pulito, inamidato... Ti rendi professionale, indossando una ridicola suite fatta di al più una camicia stirata. Devi pur sempre presentarti di fronte a qualcuno che, sebbene debba pesare le tue conoscenze, spesso non gradisce cappellini, borchie o feluca... magari non ne ha mai indossato. Ho fatto un sogno strano. Ho sognato che sicuramente ci sarebbe stato software  proprietario nella mia facoltà. Ho sognato che, dato che sul mio computer non esiste software proprietario, quelle sciagurate macchine dipartimentali se ne sarebbero accorte, e mi avrebbero fatto qualche scherzo; come quello di non far funzionare il mio programma... Io pinguino, venivo sbattuto fuori dalla finestra DA una finestra...

Ridicolo. Paranoie da matricola... non mie... sarà questa testa che fa male ad avermi influenzato negativamente nei pensieri... Faccio colazione. La testa ancora pulsa quando tolgo il cappellino e mi siedo per spiegare il mio progetto.  Carta, penna, software... Tutto è pronto. Compili...

«char *pippo, *pluto; " Non è una istruzione legale.»

Squittisce il software... Col docente si ride. Peccato, il Borland costa tanto... Nuovo software, nuovo giro... Compila! Eseguiamo... Nella stampa di una lista di interi, viene frapposto un carattere che non è neanche nell'alfabeto utilizzato ma che, in una operazione matematica è pur sempre un valore! I conti, come previsto, non tornano. Panico... Che fare?  Posso dimostrare che funziona su carta... ma il docente, ovviamente e cortesemente, rifiuta.  Si ribaltano le parti. Non sono io a dover dimostrare che quello che ho prodotto funziona, ma Lui a dovermi dimostrare il contrario! Dalla mia l'utilizzo di strumenti liberi, dall'editor di testo al compilatore... Dalla sua, due software proprietari. Ci si aggiorna ad un nuovo appuntamento.

Mi sveglia il barista, con un sorriso. Il caffè oramai è freddo, ed il giornale che ho davanti l'ho guardato senza conoscerne neanche il titolo; mi chiede se gradisco un caffe' caldo.. ne farebbe un altro, per me.. E' tardi.. non posso. Il mio sogno diventa realtà in poche ore, e all'ora di pranzo una domanda stimola il mio stomaco e sale fino alle labbra...

Non è ridicolo che io debba cercare una macchina libera, con software libero, per dimostrare che quello che liberamente ho scritto... funzioni? Non è forse la conoscenza libertà? E non è forse vero che nel luogo dove viene misurata la nostra ci dovrebbe essere un metro universale? Il mio metro libero, senza lasciarsi influenzare, ha risposto che conosco al giusto la materia. Altri metri dicono di no. Ma non ci bado.

«La matematica non è un'opinione» mi e' stato insegnato.

Lunedì andrò con un portatile che un amico avrà la bontà di prestarmi. Ma devo mettere di mio. In un mondo che è l'università, che prende un sacco di soldi da noi studenti, ogni anno. Io non ho soldi perchè devo pagare le tasse a te, ente che non hai i mezzi per usare strumenti liberi, oltre che gratuiti.

Qualcuno deve aver frainteso l'idea di conoscenza. Ricordavo fosse una verità condivisa, non un software da comprare per dimostrare di averla.

Qualcuno sorride, non sono soldi suoi, ma di chi paga le tasse... Sciocco, sei iscritto anche tu. E quello che paghi, non vale la candela. Non nella mia facoltà, nel mio dipartimento almeno... Casualità? Spero di essere il solo sfortunato. Ma sono uno, in un mondo a tante cifre... Forse l'ho notato solo io. Forse stò ancora sognando e tra poco il barista arriverà con un sorriso ed una brioche al cioccolato calda...
Ma probabilmente è solo la testa che fa male... Non ricordo dove l'ho sbattuta. Devo  ricordarmelo.
Prima di sbattere non vedevo... Forse un altro colpo mi restituirà la sana  inconscia stupidità quotidiana.
E mi sveglierò da questo strano sogno..

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