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In questi giorni abbiamo letto un po' dappertutto il varo del nuovo servizio di Google: Google Health. Brevemente: questo nuovo progetto, realizzato in collaborazione con la Cleveland Clinic, darà ai pazienti la possibilità di conservare prescrizioni, diagnosi e quant'altro sia necessario conservare, garantendo totale privacy. Questa iniziativa parte dalla Cleveland Clinic, una clinica americana, nella speranza di alleggerire e velocizzare la burocrazia ospedaliera e dei vari archivi. Il beneficio che il paziente ne ricava è evidente: un numero di "azioni" e di modulistica minore da compiere quando occorre ricoverarsi in clinica o presso un'ente ospedaliero. Personalmente mi sembra si aver già visto un'altra azienda darsi da fare così tanto nel dare servizi per i poveri utenti disgraziati e deficienti: la Microsoft.
Cito da webnews.it un passaggio che ritengo fondamentale: "Il vantaggio che tali pazienti potranno avere è una gestione centralizzata dei propri profili in cambio delle informazioni relative alla propria salute (da affidare agli archivi Google). Tali informazioni sono ovviamente molto preziose: per Google potrebbero rappresentare una nuova fondamentale fonte di guadagno per tutto ciò che se ne si potrebbe ricavare da indagini e statistiche aggregate." (fonte: http://www.webnews.it/ ) Riflessione: Google nasce come un motore di ricerca strepitoso, pieno di innovazioni e novità che lo rendono famoso in tutto il mondo. Successivamente si evolve offrendo caselle email gratuite e ricche di funzioni, alle quali si aggiungono chat, gestione di documenti, widget personalizzati, etc. Successivamente partono progetti in tutte le direzioni: Google Maps, Google Earth e Picasa, solo per citarne alcuni. Per non dimenticare il fatto che tutto questo casino è tradotto in dozzine di lingue. Mi chiedo: è così difficile chiedere a Google di fare solo un motore di ricerca? Anche la Microsoft nasce come una piccola casa che produceva pacchettini da ufficio e con la scusa di dare una mano qua e una là ha messo le mani in pasta dappertutto. Inoltre: tenere sotto controllo tutti questi servizi è un bel problema (leggi qui per un esempiuccio fresco). Ma la cosa più importante: non è mica detto che siccome ti chiami Google io mi fido ciecamente dei tuoi servizi. Anzi: caso mai è il contrario (visti i casi precedenti)! Una volta che vi siete presi i miei dati anagrafici, che mi avete bucato la mail, mi avete clonato la carta di credito e dopo che qualche manager capacchione ha saputo che io ho avuto la diarrea dal 24 giugno al 3 luglio 2007 che mi rimane? Io per sicurezza giro ancora con il libretto sanitario (quello di carta). Qui l'articolo completo.
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