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Dopo aver smontato lo schermo rotto di un Toshiba Satellite P20-832 e averlo sostituito con uno nuovo, dopo aver sbirciato dentro la sua carcassa, dopo aver visto tutto quello che c'era da vedere... è davvero giunto il momento di fare lo schermo a pezzettini! Il sottoscritto e DENUG'I hanno finalmente distrutto questo famigerato schermo per vedere come sono fatti i cristalli liquidi...
Questo articolo è da considerarsi puramente informativo e di studio. L'autore dell'articolo non si assume nessuna responsabilità derivante dall'uso improprio delle seguenti informazioni
Le tre guide che precedono questa sono leggibili qui, qui e qui. Forse è bene precisare subito che il monitor LCD del Toshiba Satellite P20-832 usato in questi esperimenti è un LG costruito in Korea. Questa informazione, forse, può essere utile ad alcuni lettori.
Le facce dello schermo.
Lo schermo, che abbiamo precedentemente staccato dalla plastica di supporto (vedi la guida precedente), ha due facce: quella che vediamo noi (guardando il monitor) e quella che è a contatto con i fogli di plastica (anche questi li abbiamo abbondantemente esaminati nell'articolo precedente). La parte che osserviamo, quando lavoriamo normalmente davanti al laptop, risulta essere un vetro nero oscurato; se posizioniamo lo schermo contro una superficie sufficientemente illuminata riusciamo a vedere agevolmente attraverso di esso. Dalla parte a contatto con i fogli di plastica (il retro dello schermo, per intenderci) possiamo sia specchiarci, sia vedere attraverso. Lo schermo è materialmente il prodotto di una sovrapposizione di 3 vetri scuri, termosaldati tra loro. I tre fogli sono così disposti: 1 foglio piccolo (anteriore), 1 foglio grande (al centro) e di nuovo 1 foglio piccolo (posteriore). Tra i due fogli piccoli ed il foglio grande sono presenti i famosi cristalli liquidi.
I cristalli liquidi.
A questo punto il nostro obiettivo è quello di raggiungere il prima possibile i cristalli e poter capire che consistenza hanno, che odore hanno, se sono infiammabili, la loro quantità, etc. Purtroppo per noi lo schermo è davvero una cassaforte. Abbiamo provato con piccole torsioni a dissaldare i fogli tra loro ma invano. L'unico effetto ottenuto è stato quello di una amplificazione dei due punti in cui il monitor presentava delle rotture (li abbiamo notati nella prima guida). A questo punto abbiamo cercato di rimuovere coattamente uno dei tre fogli (quello anteriore) cercando di strapparlo ma purtroppo l'ottima saldatura dei fogli che compongono lo schermo era così forte da permetterci di staccare solo qualche scaglia del foglio stesso. Abbiamo deciso, dunque, di rompere un piccolo angolino dello schermo con la speranza di veder scorrere questi benedetti cristalli liquidi in maniera copiosa. Purtroppo per noi... non è stato proprio così. Infatti dopo aver rotto il famoso angolino dello schermo... non è caduto niente! Il ruscelletto che ci immaginavamo non c'era. Piano piano abbiamo allargato sempre di più questo buchino riuscendo finalmente ad aprire in due l'intero schermo (lo vedete dalle foto e dai filmati). I cristalli liquidi sono solo un velo spalmato sul foglio centrale (ecco spiegato come mai se premiamo un dito sul monitor, i cristalli si spostano vistosamente a destra e a sinistra: ce ne sono pochissimi).
Le proprietà dei cristalli liquidi.
La sensazione che si ha nel toccare a mani nude i cristalli liquidi è la medesima sensazione che si ha nel toccare una superficie sporca di olio minerale (es. olio di motore). Non hanno un odore particolare se non un leggerissimo e molto intuitivo odore di materiale sintetico (ma è proprio lieve); al tatto quest'olio è scivoloso e non presenta grumi. Dopo aver giocato un po' con i fogli in controluce ci siamo posti il problema dell'infiammabilità. I cristalli liquidi e/o il supporto ove questi sono alloggiati, sono infiammabili? Abbiamo fatto un test molto breve ma efficace: abbiamo avvicinato all'intero accrocchio una fiamma abbastanza potente. Per farlo ci siamo serviti di uno Zippo (ben carico) e il risultato è stato soddisfacente (lo potete vedere dal video): i cristalli liquidi non hanno preso fuoco e non sono evaporati (c'è bisogno di un'alta temperatura, forse, per farli cuocere) e i fogli non si sono rattrappiti al calore. A dire il vero noi abbiamo applicato la fiamma solo pochi secondi e non minuti interi. Quindi le cose potrebbero essere radicalmente diverse stressando di più l'intero schermo.
E con questo piccolo esperimento si conclude la nostra saga Ti faccio a pezzettini! Come al solito: se avete commenti o domande vi invitiamo a lasciare un messaggio in calce all'articolo oppure ad inviare una mail a minopausa (usando la sezione Contatti) o a DENUG'I all'indirizzo denugi100 [aT] gmail.com. Speriamo di tornare presto a raccontarvi di un nostro nuovo esperimento diverso e interessante, raccontato con toni semplici e umili.
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